I trulli di Puglia, strutture note in tutto il mondo per la loro bellezza ed unicità, rappresentano uno degli esempi più straordinari dell'architettura popolare italiana.
Diffusi su tutto il territorio pugliese, raggiungono la massima concentrazione ed espressione artistica nella Valle d'Itria.
Entrando in questa zona, contraddistinta da morbide ondulazioni collinari coperte di vigneti e di verdi macchie di boschi, rigata da bianchi muretti a secco, punteggiata da case bianche con una bruna copertura a cono, il turista, anche il più distratto, ha la sensazione di essere entrato in un territorio senza tempo, quasi magico.
E questa stessa sensazione la si prova passeggiando tra i vicoli dei paesi della Murgia dei trulli: Alberobello (i cui trulli sono stati dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'intero pianeta), Locorotondo, Cisternino e Martina Franca.
Le origini dei trulli sono controverse. Sembra certo tuttavia che il trullo della Valle d'Itria nasca dall'arguzia italica oltre che dai bisogni imposti dalla povertà. Il paesaggio è quello dell'altopiano delle Murge, dove abbonda la pietra calcarea. Era dunque necessario spietrare i terreni per renderli coltivabili. Con i sassi veniva costruiti muri a secco per delimitare le proprietà e ripari per gli uomini.

La storia attribuisce a Giovanni Acquaviva d'Aragona, conte di Conversano, peggio noto come il Guercio, il sia pur involontario atto di nascita dei trulli. Questo voleva fare della Selva un feudo tutto suo indipendente dalla corte di Napoli, per questo motivo incitò i contadini e le loro famiglie a vivere lì. Ma quando l'editto Prammatica de Baronibus impose l'autorizzazione regia su ogni costruzione, il conte di Conversano, impose ai sudditi l'impiego di pietre a secco con assoluto divieto dell'utilizzo della malta. Così in caso di ispezioni governative, i trulli potevano essere smontati e rimontati in poche ore.

Costruzioni simili ai trulli esistono anche in Grecia, Dalmazia, Egitto, Sicilia e Sardegna. C'è chi per risalire all'origine dei trulli va sino al 1500 A.C., quando con il nome greco-classico tholoi si indicava una cupola posta su di una tomba detta Tesoro di Atreo. Altri, invece, si riferiscono al termine greco-bizantino torullos con il quale si indicava la sala a cupola del palazzo imperiale di Costantinopoli. Infine, il termine latino turris con le sue alterazioni turulla, trulla, trullum per indicare una piccola torre.

I maestri trullari lo resero una dimora autosufficiente per uomini a animali. Si tratta di un unico vano di trenta metri quadrati suddiviso in modo da ricavare il focolare, il deposito per il raccolto con il soppalco in tavole di legno e il fenile. Le scale esterne portano ai ripiani utilizzati per fare essiccare frutta e verdura. I trulli sono il primo esempio di costruzione isolate. I muri e il cono innalzati a secco creano, infatti, una camera d'aria che assorbe gli sbalzi di temperatura e la mantiene costante. Caldi d'inverno e freschi d'estate. Il tetto, formato da pietre calcaree, chiancarelle sovrapposte, culmina in pinnacoli decorativi, che hanno origini remote e significativi che vanno dalla sacralità della cultura cristiana, ellenistica o giudaica, alla "cultura" della cabala o dei buoni auspici.
Come già detto in precedenza il trullo ha le sue origini che risalgono alla preistoria; nel corso dei millenni la sua originaria struttura architettonica è andata man mano modificandosi trasformandosi da semplice riparo di fortuna ad una vera e propria abitazione non priva di comfort.
Tale evoluzione è riscontrabile in maniera particolare solo in alcune zone della Puglia, quali la "Murgia dei Trulli", ovvero quella zona che comprende i comuni di Alberobello, Locorotondo, Martina Franca e Cisternino.
Il trullo primordiale altro non era se non una sorta di semplice capanna in pietra a pianta pressocché circolare. In essa si riconoscono quattro elementi costruttivi: il muro, l'arco trilitico dell'ingresso, la volta a calotta ed il tetto, tutti costituiti da pietra calcarea senza alcun tipo di legante (parte destra dell'immagine).
Da questa forma originaria il trullo si evolve acquisendo caratteristiche architettoniche da altre culture; è tipica di tale trasformazione la sostituzione dell'arco trilitico dell'ingresso con l'arco romano a tutto sesto sormontato, comunque, da un timpano triangolare. Allo stesso modo, per rispondere sempre meglio alla sua funzione di abitazione, la forma base si arricchisce di particolari architettonici e funzionali quali il focolare, le finestre, una cisterna posta sotto il trullo stesso per la raccolta e la conservazione delle acque piovane, una pavimentazione a basole di calcare.
In un secondo momento la pianta da circolare diventa quadrata e si cominciano ad addossare più trulli tra di loro formando vere e proprie abitazioni unifamiliari, costituite da un ampio vano centrale e da diverse stanze o dipendenze laterali.
Infine si verificano sempre più evidenti adattamenti all'uso domestico del trullo, si creano mensole in aggetto e nicchie per la conservazione di beni e suppellettili, si intonacano le pareti interne, il muro portante esterno e le parti superiori del tetto in prossimità dei pinnacoli (parte sinistra dell'immagine).
È proprio questa continua evoluzione che contraddistingue i trulli rispetto ad analoghe tipologie architettoniche presenti in tutto il mondo e ne fa un patrimonio culturale ed artistico unico nel suo genere. Tale importanza, fra l'altro, è stata riconosciuta dall'UNESCO il 5 Dicembre 1996 quando ha dichiarato i trulli di Alberobello patrimonio dell'intero pianeta, inserendo questa città nella lista del Patrimonio Mondiale (World Heritage List).
I motivi che hanno fatto sì che i trulli si evolvessero nel corso dei secoli fino ad arrivare, ancora perfettamente funzionali, sino ai nostri giorni sono da ricercarsi in tutta una serie di circostanze economico-sociali e culturali.
Tra i questi il più importante è sicuramente il particolare sistema insediativo tipico della "Murgia dei Trulli". In questa zona, fino ai primi decenni del '900, si riscontra una altissima percentuale di popolazione residente al di fuori dei centri urbani, in controtendenza con quella che è la realtà di altre zone, anche prossime, della Puglia e del Sud Italia in genere durante lo stesso periodo.
Le cause di tale situazione sono da ricercarsi nell'accentuato frazionamento dei fondi e nella pratica della vendita o affitto dei terreni agricoli a piccoli lotti.
Tutto ciò implicava la necesità di una continua cura delle colture e quindi di una costante presenza in campagna; ovviamente il trullo, proprio per le sue caratteristiche di economicità e sicurezza, per la sua capacità di raccogliere e conservare l'acqua piovana (cosa fondamentale per una regione così arida), oltre che per gli usi ed i costumi risalenti ad ataviche tradizioni, si prestava quale dimora ideale per chi doveva provvedere alla cura del fondo agricolo, trasformandosi così da semplice rifugio di fortuna in vera e propria dimora, spesso ben fatta e particolarmente curata.
La tipologia architettonica a trullo o a tholoi , ovvero quegli edifici di pianta pressocchè circolare costruiti in pietra a secco in aggetto, sono presenti in motlissime zone della terra: in Siria, in Libia, in Sud Africa, nelle isole Canarie, in Spagna, in Provenza, in Bretagna, in Irlanda, in Scozia, in Svezia, in Islanda, in Dalmazia, in Istria. In Italia la ritroviamo, oltre che in Puglia, in Liguria, in Sardegna, a Pantelleria.
La diffusione di questa struttura, nelle le zone dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa, è testimonianza, oltre che effetto, dell'esistenza in queste aree di una civiltà piuttosto unifrome le cui origini risalgono all'età della pietra. Questa origine comune è provata anche da studi archeologici ed etimologici su reperti ceramici, su monumenti megalitici ed ètimi comuni alle diverse zone.
Ovviamente la diffusione del tholoi in aggetto è stata possibile solo in quelle zone dove sono state soddisfatte particolari condizioni geomorfologiche ed ambientali. In Puglia tali condizioni sono legate innanzitutto l'abbondanza della materia prima, la pietra calcarea che si ritrova un po' dappertutto, dotata di prticolari caratteristiche meccaniche e fisiche che hanno favorito e facilitato questo tipo di costruzione.
E ciò è ancora più vero se si pensa alla necessità di spietrare tali terreni per renderli idonei alla coltivazione, non soltando ammonticchiando le pietre in cumuli al fine di ridurne l'ingombro, ma anche utilizzandole sia per la costruzione di muretti a secco per la delimitazione delle proprietà, sia per la costruzione di ripari (i trulli, appunto).
In Puglia il trullo è presente in tutte le zone della regione, (per la diffusione vedere l'immagine a lato) assumendo però connotati e forme diverse, attribuibili da un lato alle diverse caratteristiche dei materiali da costruzione locali, dall'altro alle differenze socio-culturali che, come già detto, hanno avuto un peso notevole sullo sviluppo del trullo. Partendo dalla provincia di Foggia, dove si contano pochissimi trulli, ed entrando in provincia di Bari si incontra una prima concentrazione nella zona compresa fra Barletta, Ruvo e Bari. Anche nei comuni dell'entroterra barese se ne ritrovano, ma non in abbondanza.
Proseguendo verso Brindisi lungo le campagne comprese tra la costa e l'entroterra se ne riscontra una certa diffusione, così come nell'entroterra a Sud-Ovest di Brindisi. Tra Brindisi e Lecce si contano solo alcuni esempi isolati, per ritrovarne una notevole diffusione lungo tutta la fascia costiera adriatica e ionica. La concentrazione dei trulli diminuisce man mano che ci si sposta verso la parte centrale della penisola salentina e risalendo il litorale ionico verso Taranto rimanendo, però pur sempre elevata. Ma la zona che presenta la massima concentrazione di trulli e, contemporaneamente, la tipologia più evoluta di questo tipo architettonico, è certamente la zona della Murgia dei trulli (vedi immagine seguente).
Questo territorio a cavallo delle province di Bari, Brindisi e Taranto, comprendente i comuni di Ceglie Messsapica, Martina Franca, Locorotondo, Cisternino, Alberobello, Noci, Putignano e Castellana, è uno spettacolo unico al mondo. La valle d'Itria con i suoi vigneti ed oliveti, la Selva di Fasano con i suoi boschi di pini e di quercie, sono ampiamente disseminati di trulli, ora isolati, ora più vicini, con i loro muri bianchi di calce, i loro tetti bruni sui quali spiccano il pinnacolo ed i simboli (magici e cristiani) tracciati col latte di calce. E poi Alberobello, la "Capitale dei Trulli", che con i suoi due rioni, il Monti e l'Aia Piccola , costituisce l'esempio più rappresentativo e pittoresco della "cultura del trullo": solo qui infatti i trulli si ritrovano raggruppati a formare un vero e proprio paese.
La spiegazione di questa particolarità sta nella storia stessa di Alberobello: nella seconda metà del XVI secolo la zona di Alberobello cominciò a popolarsi di contadini. I Conti di Conversano, dominatori di quel piccolo feudo, obbligarono i coloni a costruire le proprie dimore a secco, in modo tale da poterle facilmente demolire nel caso di ispezione regia; tale obbligo era, in pratica, una astuzia dei Conti per evitare il pagamento del tributo dovuto, secondo la "Prammatica Baronibus", per il nuovo agglomerato urbano che si veniva a creare. Nel 1797 a seguito delle proteste di un gruppo di cittadini di Alberobello, Re Ferdinando IV di Borbone emanò un Decreto in base al quale il piccolo villaggio divenne libero dal giogo dei Conti di Conversano. In quell'occasione venne eretta ad Alberobello la "Casa d'Amore", prima costruzione in cui si fa uso di calce, malta e bolo.
Come già detto precedentemente, i trulli si sono diffusi in quelle zone dove le caratteristiche geomorfoligiche dei terreni assicuravano una notevole disponibiltà della materia prima per la loro costruzione.

Allo stesso modo le diverse forme dei trulli sono strettamente connesse alle proprietà fisiche e meccaniche dei materiali da cui essi sono costituiti.

Di seguito vengono elencate le diverse tipologie e forme dei trulli riscontrabili sul territorio pugliese, indicandone le principali caratteristiche architettoniche e costruttive.

Tipo 1) Zona: Complesso delle Murge
Descrizione: Il tetto, ricoperto da chiancarelle, è perfettamente a cono con inclinazione di circa 45 gradi; il basamento è a pianta circolare o quadrata, non intonacato (al più imbiancato); a volte si nota la presenza di un tamburo intonacato che raccorda la base al tetto. Possono essere costituiti da più trulli addossati tra loro. Da questa forma si sono evoluti i trulli visibili ad Alberobello, i quali sono per lo più a pianta quadrangolare, senza tamburo di raccordo e con il basamento intonacato.

Tipo 2) Zona: Litorale da Barletta a Bari e retroterra verso Modugno
Descrizione: Per motivi costruttivi necessita di rinfianchi attorno alla cupola di spessore tale da nasconderla completamente; la pianta può essere circolare o quadrata; in elevazione presenta una serie di gradoni (fino a 4 o 5) tronco conici o tronco piramidali. Per la porosità del calcare usato nella costruzione vengono rivestiti, sulle superfici orizzontali, ad intonaco.

Tipo 3) Zona: Litorale fra Bari e Fasano
Descrizione: A causa del tipo di materiale usato, ovvero perticolarmente irregolare e poco lavorabile, vengono rivestiti integralmente di intonaco fino ad ottenere una superfice uniforme. La struttura è composta da un basamento rotondeggiante e da una cupola ovoidale o tronco conica. Possono essere costituiti da più trulli addossati tra loro.

Tipo 4) Zona: Litorale da Fasano ad Ostuni
Descrizione: Molto simili a quelli del tipo 1, si differenziano per la una maggiore inclinazione della cupola e per una forma leggermente curva delle generatrici. Il tamburo non è sempre presente. Possono essere costituiti da più trulli addossati tra loro.

Tipo 5) Zona: Colline di Ostuni e Carovigno
Descrizione: In realtà non si tratta di una vera e propria struttura a secco. Il basamento infatti è costituito da muratura di pietrame e calce mentre la cupola è strutturata secondo tecniche estremamente diverse da quelle tipiche di tutti gli altri trulli (struttura spingente). Proprio per questa differenza strutturale si rende necessaria la presenza di un forte rinfianco dal quale sporge solo la sommità dell cupola. È integralmente intonacato.

Tipo 6) Zona: Penisola Salentina
Descrizione: Presentano dei metodi di costruzione misti che comportano, anche in questo caso, la presenza di rinfianchi. Le forme sono tronco coniche o tronco piramidali non intonacate; le superfici orizzontali sono coperte di lastre di calcare o ricoperte di uno spesso strato di terra e stoppia.
LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DI TRULLI
La costruzione a trullo, realizzata con pietre a secco, per le sue caratteristiche costruttive, consistenti in murature perimetrali che arrivano quasi sempre a due metri di spessore, ha un rapporto tra superficie esterna e superficie utile interna molto basso, quasi mai superiore al 35%. Per questo motivo i comuni della zona, nel totale rispetto delle tipologie esistente, permettono la realizzazione di un aumento di cubatura pari, in genere, al 20% del volume esistente. In questo modo, grazie anche all'uso del calcestruzzo per consolidare e svuotare in parte i muri a secco, è possibile ottenere recuperi in cui lo spazio abitato si può raddoppiare, pur conservando l'aspetto esterno della costruzione.

Tutti i lavori di ristrutturazione:

OPERE DI MURATURA - € 17.070,00
- Demolizione completa della muratura in pietra a secco e del cono con accantonamento delle pietre e delle chiancarelle utili a un successivo riutilizzo.
- Scavo di sbancamento per formazione di vespaio interno.
- Rimozione accurata dell'esistente pavimento in cianche e suo accatastamento in cantiere.
- Rimozione di tutti gli intonaci interni.
- Apertura di vano porta o allargamento di finestra esistente in muratura in pietra costruita a secco, compresa la posa di architrave in pietra locale.
- Formazione di arco, realizzato con conci di pietra calcarea debitamente sagomati.
- Formazione di muro di elevazione in pietra calcarea, riutilizzando le pietre esistenti.
- Formazione di muro in tufo spessore 10 centimetri.
- Formazione di fugature sui muri in pietra, eseguite con cemento bianco e sabbia macinata delle cave di Fasano.
- Formazione di intonaco interno costituito da una mano di rinzaffo, due strati di intonaco rustico e uno strato di tonachino bianco di finitura.
- Formazione camino di tipo tradizionale con mensola e spallette lisce in pietra locale.
- Formazione di nuova canna fumaria in pietra a spacco compreso il successivo rivestimento esterno in intonaco e il comignolo in pietra di tipo tradizionale.
- Formazione di intonaco esterno costituito da una mano di rinzaffo, due strati di intonaco rustico tirato fine e due mani di tinteggiatura a latte di calce.

TETTO - € 3.056,00
- Rifacimento della struttura interna del cono (candela) in blocchi di pietra calcarea e della copertura esterna in chiancarelle recuperate dallo smontaggio o integrate da pezzi nuovi.
- Fornitura e posa, per lamia, di copertura a volta in lastre di pietra in Maglie o Cursi, debitamente sigillata con fugature stilate a ferro.

BAGNI - € 13.000,00
- Formazione di locale bagno, completo d'impianto idrico sanitario,pavimenti, rivestimenti, sanitari, rubinetterie, boiler, nonché di impianto di distribuzione acqua per il locale cucina.

IMPIANTI - € 3.400,00
- Fornitura e posa in opera d'impianto di fognatura con fossa settica, compreso lo scavo su terreno di qualsiasi natura e il successivo reinterro.
- Formazione di impianto elettrico incassato con tubazioni in PVC pesante flessibile, compresi: cavi unipolari,quadro generale di collegamento al contatore, interruttore generale onnipolare.
- Protezioni, generali e dei circuiti, e impianto di messa a terra.

PAVIMENTI - € 4.125,00
- Fornitura e posa di pavimento in cianche nuove e di recupero, spessore cm 15, posate su massetto esistente e debitamente stuccate con cemento bianco e polvere macinata di pietra calcarea locale.

OPERE DA FALEGNAME - € 8.550,00
- Fornitura e posa in opera di: porte-finestre e finestre in castagno, di disegno tradizionale, complete di doppi vetri, scuri interni,ferramenta necessaria e verniciatura con due mani di smalto: portoncino d'ingresso in legno massello di castagno, rinforzato con traverse interne, completo di serratura di sicurezza e ferramenta necessaria, verniciato con due mani di smalto; porte interne in castagno spessore 3 cm, disegno tradizionale, complete di ferramenta necessaria e verniciate con due mani di smalto.

IMPREVISTI IN CORSO D'OPERA + SPESE TECNICHE (+22%CA.) € 10.799,00


TOTALE COSTI DI RISTRUTTURAZIONE € 60.000,00
I pinnacoli
Le forme adottate nella realizzazione dei pinnacoli traggono origine dal culto betilico, professato dai popoli primitivi orientali.
Questo culto, il cui nome betilico deriva dal latino baetulos, pietra sacra, si basava sull'adorazione delle "pietre azzurre o pietre livide", come meteoriti o aeroliti, ritenute figlie del sole e delle stelle perché cadute dal cielo e in grado di sprigionare scintille di fuoco. I pinnacoli dei trulli più antichi presentano dei chiari richiami a questo culto: i pinnacoli a palla o a disco, posto orizzontalmente, sono rappresentazioni della sfera e del disco solare; quelli a forma di piramide (a quattro o a cinque facce) o di cono, sono un richiamo alla pietra sacra del baìtulos.
Nei trulli più recenti queste forme hanno assunto delle fogge esteticamente più evolute per adattarsi alla simbologia delle religioni successive, in particolare quella cristiana, come le croci.

Simboli
L'arte primitiva, già constatabile nelle forme dei pinnacoli, diventa più varia e complicata nei segni, nelle figure simboliche, nei monogrammi, negli emblemi e nelle sigle tracciate con latte di calce sul dorso dei tetti conici.
La maggior parte dei simboli sono di origine religiosa cristiana e spaziano dalla croce al monogramma cristiano, dai simboli della passione al cuore trafitto, dal raggiante Sacramento al Calice Eucaristico.
Altri sono pagani come il gallo, la serpe, il ferro di cavallo, le corna di bue o di ariete e primitivi come circoli, triangoli, linee rette e curve, svastiche gammate come quelle che si rinvengono su alcuni antichi vasi apuli.
Altri prendono spunto dalla magia; fra questi si ritrovano segni astronomici, zodiacali e planetari.
O, ancora, semplicemente ornamentali e grotteschi, come la cornucopia, la stella, le iniziali del proprietario, la falce, la zappa, un mascherone.
Trulli - Lavori di ristrutturazione

Opere murarie
  • Demolizione completa della muratura in pietra a secco e del cono con accantonamento delle pietre e delle chiancarelle utili ad un successivo riutilizzo.
    (non sempre è necessaria una completa demolizione del cono di copertura; se è in buono stato di conservazione si effettua una verifica e si consolidano le eventuali parti insicure)
  • Scavo di sbancamento per formazione di vespaio interno.
  • Rimozione accurata dell'esistente pavimento in cianche e suo accatastamento in cantiere.
  • Rimozione di tutti gli intonaci interni.
  • Apertura di vano porta o allargamento di finestra esistente in muratura in pietra costruita a secco, compresa la posa di architrave in pietra locale.
  • Realizzazione di arco realizzato con conci di pietra calcarea debitamente sagomati.
  • Formazione di muro di elevazione in pietra calcarea riutilizzando le pietre esistenti.
  • Formazione di muro in tufo spessore 10 cm.
  • Riempitura degli interstizi tra le pietre sui muri colmando i vuoti con cemento bianco e sabbia macinata delle cave di Fasano.
  • Formazione di intonaco interno costituito da una mano di rinzaffo, due strati di intonaco rustico ed uno strato di tonachino bianco di finitura, formazione camino di tipo tradizionale con mensola e spallette liscie in pietra locale.
  • Realizzazione di nuova canna fumaria in pietra a spacco compreso il successivo rivestimento esterno in intonaco e il comignolo in pietra di tipo tradizionale.
  • Formazione di intonaco esterno costituito da una mano di rinzaffo, due strati di intonaco rustico tirato fine e due mani di tinteggiatura al latte di calce.
    (Alcuni preferiscono avere esternamente la pietra a vista, senza intonaco di protezione).
    €. 17.070

Anche se non incluso nella lista precedente, a volte è consigliabile eseguire una protezione tra la muratura esterna del trullo ed il terreno circostante in modo da limitare le eventuali infiltrazioni di umidità.


Tetto
  • Rifacimento della struttura interna del cono (candela) in blocchi di pietra calcarea e della copertura esterna in chianchiarelle recuperate dallo smontaggio ed integrate da pezzi nuovi.
  • Fornitura e posa per la lamia di copertura a volta in lastre di pietra di Maglie o Cursi debitamente sigillata con fugature stilate a ferro.
    €. 3.056

Bagni
  • Formazione di locale bagno completo di impianto idrico sanitario, pavimenti, rivestimenti, sanitari, rubinetterie, boiler, nonché di impianto di distribuzione acqua per il locale cucina.
    €. 13.000

Impianti
  • Fornitura e posa in opera di impianto di fognatura con fossa settica compreso lo scavo su terreno di qualsiasi natura e il successivo reinterro.
  • Formazione di impianto elettrico incassato con tubazioni in PVC pesante flessibile, compresi: cavi unipolari, quadro generale di collegamento al contatore, interruttore generale omnipolare.
  • Protezioni, generali e dei circuiti, ed impianto di messa a terra.
    €. 3.400
Pavimenti
  • Fornitura e posa di pavimento in cianche nuove e di recupero, spessore centimetri 15, posate su massetto esistente e debitamente stuccate con cemento bianco e polvere macinata di pietra bianca locale.
    €. 4.125

Opere da falegname
  • Fornitura e posa in opera di: porte finestre e finestre in castagno, di disegno tradizionale, completi di doppi vetri, scuri interni, ferramenta necessaria e verniciatura con due mani di smalto; portoncino di ingresso in legno massello di castagno, rinforzato con traverse interne, completo di serratura di sicurezza e ferramenta necessaria, verniciato con due mani di smalto; porte interne in castagno spessore 3 cm, disegno tradizionale, complete di ferramenta necessaria e verniciate con due mani di smalto.
    €. 8.550

Imprevisti in corso d'opera più spese tecniche ( + 22% ca)
€. 10.799

Totale costi di ristrutturazione
€. 60.000


Il costo di ristrutturazione potrà variare In relazione allo stato di conservazione dei trulli.
Home
Dionisi
Proprietà
Contatti

un servizio completo di ricerca ed acquisizione

 

Trulli

Introduzione
Le origini
L\'evoluzione
La diffusione
Le forme
Struttura
Elementi decorativi
Ristrutturazione