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Cantalice

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Da Nord

Per chi viene da nord, dopo aver lasciato a Orte l’autostrada A1 Firenze-Roma e aver attraversato Terni, prendere la SS 79 in direzione Rieti, attraversare Marmore e continuare sulla SS79, giungere a Rieti e seguire le indicazioni per Vazia, percorrere la Terminillese, imboccare poi la SP 8 per Cantalice seguendo le indicazioni.

Da Sud

Dall'autostrada A1 Firenze-Roma uscire al casello di Fiano Romano, imboccare la SS4 Salaria in direzione di Rieti, continuare sulla Salaria in direzione Rieti est -  Nucleo Industriale – Ascoli P. seguire poi la direzione Terni Rieti Leonessa, attraversare Rieti, imboccare la Terminillese  e attraversare Vazia, imboccare la SP 8 per Cantalice e seguire le indicazioni.

Cantalice appartiene alla provincia di Rieti, da cui dista 14 Km. Grazie alla sua vicinanza con la vallata di Rieti e al collegamento con le altre mete degli itinerari francescani, fa parte del cammino di Francesco, percorso che ripropone i tragitti eseguiti dal santo durante il periodo trascorso nella valle reatina, eccone un esempio:

Poggio Bustone – Cantalice – La Foresta (distanza: 12 km, tempo di percorrenza: 4 ore, pranzo al sacco a Cantalice, durata 8 ore).

Ritrovo e trasferimento al Santuario di Poggio Bustone, visita. La prima parte del percorso è in discesa  lungo il fianco della montagna da un’altitudine di 820 m fino al villaggio di San Liberato che si trova a 550 m, dove una sorgente d’acqua invita a sostare; il percorso continua con salite e discese attraverso i boschi passando per la parte inferiore di Cantalice dove si può effettuare una sosta per ammirare la cittadina arroccata con le rovine del suo castello ad un’altitudine di 700 metri, alle cui spalle si trova maestoso il monte Terminillo. La parte successiva di questo itinerario conduce al piccolo torrente di Acquamartina e poi di nuovo in salita per raggiungere il santuario della Foresta.

Uscendo da Porta d'Arce si percorre la Terminillese e a Vazia si prende la provinciale per Cantalice e in 4 chilometri si giunge nella parte alta del paese. Il robusto Torrione del Cassero sembra ancora oggi voler custodire e proteggere l'agglomerato urbano, sviluppatosi in questi ultimi anni, soprattutto nella parte bassa.

L'origine del nome tradizionalmente rinvia ai lemmi catà e ilex, per indicare la vicinanza di un leccio che doveva innalzarsi dietro la sagrestia dell'antica chiesa di S. Maria delle Grazie.

L'abitato sembra esser sorto intorno al XII secolo dalla fusione del Castello di Rocca di Sopra, della piccola Rocca della Valle e della Rocca di Sotto, elementi urbanistici disposti, come bene esprimono i nomi, lungo il declivio collinare che scende fino alle propaggini della piana reatina.

Posto sul confine tra Umbria e Abruzzo, Cantalice vive coronato dalla superba mole del Terminillo (m. 2213), cuore di quel campus tetricus degli antichi Sabini.

Sei porte si aprivano nell'inaccessibile castello che con S. Rufina e Lugnano, nella seconda metà dei XIII secolo appartenevano al Regno di Napoli.

Nel 1304 il comune di Cantalice stipulò alleanza con quello di Rieti, alleanza che però si dimostrerà poco solida nel tempo.

Proprio per difendersi dalle angherie dei vari feudatari Cantalice concorse al progetto di Carlo II di creare una nuova città che, in onore del suo primogenito Roberto, Duca di Calabria, si sarebbe chiamata Cittaducale. Il quartiere di Santa Croce fu infatti realizzato dai Cantaliciani e dai Lugnanesi.

Nel 1457 l'alleanza tra Cantalice, Cittaducale e gli Aragonesi portò allo scontro con Rieti, di questa guerra Loreto Vittori Spoletino scrisse un poema giocoso in ottave intitolato La Troja rapita, che prende a modello La secchia rapita del Tassoni.

I giochi di politica internazionale del tempo portarono Cantalice sotto il Papato. Con il trattato di Terracina del Luglio 1443 il Papa concedeva al Re di Napoli, a titolo di Vicariato, il governo di Terracina e Benevento e in cambio il Papa otteneva Cittaducale, Cantalice, Accumoli e Leonessa. Questa situazione durò solo quattro anni ché Niccolò V, per le spese della guerra delle Marche dovette ricederle il 20 marzo 1447 al Regno di Napoli. Nel 1485 Cantalice rafforzò l'alleanza con Cittaducale contro gli Aquilani che avevano fatto alleanza col Papato. La contrapposizione al Papato nasceva dalla consapevolezza che sottomettersi allo Stato della Chiesa significava sottomettersi a Rieti.

Come era facile prevedere alla fine del 1485 si ebbero le prime avvisaglie di quello che nel Marzo '86 divenne una vera e propria guerra. La pace si sarebbe raggiunta solo l'11 Ottobre quando la città de l'Aquila innalzò la bandiera aragonese. Il 24 Giugno 1502 Papa Alessandro VI, per richiesta di Cantalice, formava la diocesi autonoma di Cittaducale: il distacco da Rieti poteva dirsi completo.

Il Viceré stesso Ferdinando Alvarez di Toledo, Duca d'Alba, inviò un robusto esercito di oltre 7.000 uomini, comandati da Ascanio della Cornia; quando giunse l'assedio era stato già tolto. Il Vicerè avuto notizie del felice esito della guerra e della ritirata dei Reatini, per onorare l'ordine e la fedeltà dei Cantaliciani li esentò per venticinque anni dai pagamenti fiscali. Perché restasse memoria di quanto accaduto, ordinò che intorno all'arma fosse scritto il motto FORTIS CANTALICA FIDES e fosse inserita un'aquila nello stemma, che da allora si presenta così ordinato: scudo coronato con torre di oro in campo azzurro, ai cui lati è il leone rampante e l'elce ramoso, al di sopra l'aquila spiegante il volo e sotto il motto suddetto.

Con Margherita d'Austria nel 1571 Cantalice ebbe un periodo di pace.

Con il XVII secolo iniziava per Cantalice, come per tanti altri territori italiani, un periodo di decadenza, che culminava nel 1655 con le lotte intestine delle famiglie cantaliciane (Lancia, Tavani, Marritto, Carbuglia). Lo scompiglio generale aumentava per le continue incursioni delle bande brigantesche che si andavano diffondendo nel territorio perché si pagasse loro e non al regio tesoriere il fisco. Una di queste bande fu guidata da Giuliano Micheli cantaliciano.

Nel Febbraio 1703 un terribile terremoto danneggiò gravemente l'abitato.

Passata la parentesi del dominio Farnese un periodo di benessere si ebbe dopo il ritorno nel Regno di Napoli. Dopo i fatti dei Marzo 1821 e la sconfitta di G. Pepe ricomparvero i briganti.

La pandemia di colera degli anni 40 portò ulteriori dannose conseguenze, e i nuovi confini fra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie spezzava l'unità territoriale di Cantalice. Cantaliciani figurarono sia nelle truppe garibaldine quanto nell'esercito regolare.

 

Fonte: www.comune.cantalice.ri.it

CHIESA DELLA PACE

Prima di entrare nella stradina che immette nell'abitato di Cantalice Superiore è opportuno fermarsi a visitare la quattrocentesca chiesa della Pace interessante per gli affreschi - da notare quanto resta nell'abside di una bella annunciazione - e per il settecentesco soffitto a cassettoni. Attigua alla chiesa è la casa parrocchiale (per visitare suonare al parroco).

 

CHIESA DI SAN FELICE ED IL TORRIONE DEL CASSERO

Dopo la strettoia del torrione della cosiddetta Porta da Capo, dove si può leggere murata un'epigrafe risalente a Carlo V, si apre la superba piazza dove si erge con la sua settecentesca facciata la chiesa di San Felice.    Da questa piazza si gode un suggestivo panorama con vista sui laghi Lungo o di Cantalice e di Ripasottile, sullo sfondo in lontananza una corona di monti dominati dal Tancia, alle spalle punta alta dei paese e segno dellagrandezza della sua storia il Torrione del Cassero, recentemente restaurato, appena sotto i resti della chiesa di S. Andrea con ancora visibile la cella campanaria e parte dell'abside con tratti di affreschi ormai illeggibili, conservato l'austero portale.    Accanto alla chiesa di S. Felice spicca il campanile, risistemato all'inizio di questo secolo, e sulla destra la sede della confraternita di S. Felice, con sulla facciata lo stemma di Cantalice. All'interno della chiesa sulla pala d'altare è raffigurato S. Felice, Gesù Bambino e alcuni Angeli.    Dalla medesima piazza parte via Giovan Battista Valentini (l'illustre umanista detto, per la sua origine, il Cantalicio) che con alcune centinaia di scalini collega la parte superiore a quella più bassa. Dopo i primi scalini, guardando a sinistra si può vedere il Convento delle Francescane, da poco restaurato e utilizzato da privati per civili abitazioni.

 

CHIESA DELLA MISERICORDIA

Scendendo ancora si trova la chiesa della Misericordia con l'immagine della Madonna affrescata nella parte alta dell'abside. E' questa la chiesa della Confraternita della Misericordia o Compagnia della Buona Morte.

 

PALAZZO RAMACOGI

Poco avanti al numero civico 40 si apre il bel portale di Palazzo Ramacogi con sulla facciata esterna una bella loggetta cinquecentesca a cinque arcate. Si scende ancora e ci si ritrova nelle due piazze-terrazze di Piazza del Popolo, con le finestre rinascimentali di Palazzo Ramacogi, e di Piazza Martiri della Libertà.

 

SS. MARIA DEL POPOLO

Da qui si vede in bello scorcio la piazzetta antistante la chiesa parrocchiale di S. Maria del Popolo, con facciata adorna di un bel portale del 1548. L'edificio, quasi completamente restaurato, ha alla sua sinistra i portici dei Convento Agostiniano. La chiesa ha tre navate e sopra l'altare maggiore si evidenzia una pregevole tela del XVII secolo rappresentante L'Ultima Cena, all'interno i monumenti funebri di Giovan Battista Valentini e del veneratissimo S. Felice Porri, l'umile frate cantaliciano primo cappuccino elevato agli onori dell'altare. La Croce processionale quattrocentesca, che si conservava nella canonica, opera di un orafo di scuola abruzzese, si trova presso il Museo Diocesano di Rieti.

 

SS. MARIA DELLE GRAZIE

Nella parte antistante l'abitato sotto una roccia dirupata si erge la chiesa di S. Maria delle Grazie, dove si conserva un'antica statua lignea della Madonna che la leggenda vuole ritrovata miracolosamente in una grotta e che viene portata in processione il giorno della sua festa.

 

Nei dintorni:

ORATORIO DI S. ANDREA

Da Cantalice Superiore prendendo la strada che conduce a Civitella a meno di due chilometri contornato di pini si presenta l'Oratorio di S. Andrea, citato in un documento dei Vescovo Dodone e in una bolla di Lucio II.

 

SANTUARIO DI SAN FELICE ALL'ACQUA

Continuando la discesa e attraversato l'abitato di Civitella sulla bella strada panoramica si giunge al Santuario di San Felice all'Acqua cosidetto dalla sorgente, meta di pellegrinaggi e devozione popolare. Dall'ultima domenica di Agosto alla prima di Ottobre si susseguono tutta una serie di riti in onore dei Santo Cappuccino. Nella piccola Chiesa sopra l'altare si conserva un dipinto su tavola raffigurante il Santo.

 

SAN LIBERATO

Scendendo a Cantalice Inferiore e continuando per la Provinciale, giunti al bivio, sulla destra, a meno di un chilometro sorge l'abitato di San Liberato con la chiesa omonima costruita su uno sperone travertinoso, antico oratorio conserva all'interno numerosi ed interessanti affreschi, nel campanile si conserva una campana dei XIII secolo dedicata alla Madonna della Grandine come recita la scritta che la percorre.

 

Fonte: www.comune.cantalice.ri.it

ORATORIO DI S. ANDREA

Da Cantalice Superiore prendendo la strada che conduce a Civitella a meno di due chilometri contornato di pini si presenta l'Oratorio di S. Andrea, citato in un documento dei Vescovo Dodone e in una bolla di Lucio II.

                         

SANTUARIO DI SAN FELICE ALL'ACQUA

Continuando la discesa e attraversato l'abitato di Civitella sulla bella strada panoramica si giunge al Santuario di San Felice all'Acqua cosidetto dalla sorgente, meta di pellegrinaggi e devozione popolare. Dall'ultima domenica di Agosto alla prima di Ottobre si susseguono tutta una serie di riti in onore dei Santo Cappuccino. Nella piccola Chiesa sopra l'altare si conserva un dipinto su tavola raffigurante il Santo.

                         

SAN LIBERATO

Scendendo a Cantalice Inferiore e continuando per la Provinciale, giunti al bivio, sulla destra, a meno di un chilometro sorge l'abitato di San Liberato con la chiesa omonima costruita su uno sperone travertinoso, antico oratorio conserva all'interno numerosi ed interessanti affreschi, nel campanile si conserva una campana dei XIII secolo dedicata alla Madonna della Grandine come recita la scritta che la percorre.

 

Lago Lungo

Il lago Lungo (371 sul livello del mare), occupa una porzione della piana reatina proprio sottostante la cittadina di Cantalice. E’ più lungo di un chilometro ed ha una circonferenza di circa tre chilometri, nella sua estremità meridionale si connette per mezzo di un piccolo canale ad un altro laghetto chiamato lago di Fogliano.

Tipiche di Cantalice sono le strengozze, una sorta di tagliatelle ricavate dall'impasto di farina e acqua condite con sugo al pomodoro.

Anche la presenza del tartufo nero comune (da segnalare le tartufaie in località Fonte Barone) rende questa zona degna di essere visitata non solo per la bellezza dei luoghi ma anche per la buona cucina.

La Pannocchia - (Ristorante-Pizzeria)

di Caluisi Laura

Via Andrea Costa, 123 - 02014 Cantalice (RI)

tel: 0746.653246

             

Il Barone - (Azienda Agrituristica)

di Colapicchioni Marcella

Via Garibaldi - 02014 Cantalice (RI)

tel: 0746.653952

San Gregorio (Bed & Breakfast)

Via San Gregorio snc ? 02014  Cantalice

tel. 0746 654223

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