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Cantalupo in sabina

Cantalupo In Sabina

In auto:
DA NORD
Autostrada A1 FIRENZE- ROMA. Uscita di Ponzano Soratte, seguire le indicazioni per Poggio Mirteto per circa cinque km, all?incrocio con la S.S.313(Ternana) girare a sinistra per Cantalupo.
Dalla S.S 44( Salaria): direzione Roma,al semaforo di Passo Corese girare a destra per la S.S.313(Ternana) per circa venti km.

DA SUD
Autostrada A1 NAPOLI-ROMA. Prendere la deviazione altezza S.Cesareo,con la bretella di ricongiungimento alla A1 Firenze ?Roma in direzione Roma,giunti alla barriera Roma ?Nord uscire a Fiano Romano e seguire le indicazioni della via Salaria per Rieti fino a Passo Corese e da lì proseguire sempre dritti sulla S.S.313 per circa 20 km.

In treno:
Cantalupo è facilmente raggiungibile da Roma e da Orte con la linea ferroviaria metropolitana FIUMICINO AEROPORTO- ROMA-ORTE. Per ogni treno c?è un autobus della linea COTRAL che collega la stazione al paese.

Per maggiori informazioni:
Servizio FS informa tel. (892021)da rete fissa.
http://www.trenitalia.it
Sul singolare nome di questo paese sono state avanzate varie ipotesi. Il cardinale Corsini,( Vescovo di Sabina dal 1776 al ?95), sosteneva la tesi che il toponimo traesse origine dalla fusione della popolazione di due antichi villaggi: il Canthia e il Lugo, che trasmigrando verso il colle ove attualmente si trova Cantalupo,nel tempo si unirono. Se è vero però che l?origine delle denominazioni dei luoghi si perde nelle tenebre della storia ,è altresì molto probabile che il nome sia legato all?ambiente e all? antica economia pastorale. Gli statuti del comune attestano la presenza dei lupi sul territorio e non è quindi da escludere che proprio dal ripetersi del loro ululato le primitive collettività presero lo spunto per il nome da dare all?abitato.
In epoca romana imperiale il territorio di Cantalupo è cosparso di ville rustiche residenziali. Attorno ad esse, nel primo medioevo sorgono i Pagi e i Vici, i cui abitanti, superstiti alle invasioni barbariche, si incastellano (tra VIII-IX) sul punto più alto del territorio, dando vita al Castrum Cantalupi citato per la prima volta dal Regesto Farfense nell'anno 1037. I Conti di Cuneo sono i primi "consorti" che danno vita alla primitiva rocca, cui segue il "Palatium" dei Conti di S. Eustachio (sec. XIII-XIV). Cantalupo passa, quindi, ai Savelli, che dominano nel Castello sino a tutto il sec. XV. Seguono i Cesi di Acquasparta e di Rignano che nel sec. XVI e XVII trasformano il castello dei Savelli nel Palazzo residenziale (Palazzo Cesi). Guido Vaini, marchese di Vacone, compra il castello ed il feudo dai Cesi, passando poi l'eredità ai Lante della Rovere, che restano sino al 1804.
La proprietà del Palazzo passa poi nelle mani di diversi signori, dal Patriziato Sabino ai Simonetti, quindi al francese De Podenas. Nel 1862 Giovanni Battista Camuccini, figlio del pittore neoclassico Vincenzo, acquista il patrimonio dell'ex feudo e trasforma il "Palazzo" in un museo. Cantalupo è in origine una comunità indirettamente soggetta alla Camera Apostolica poi, con la caduta del sistema feudale, passa sotto il Governo Pontificio (1816).Nel 1861 entra a far parte del Regno d'Italia, aggregato alla provincia di Perugia, poi a quella di Roma, finche' nel 1927 viene incluso nella nuova provincia di Rieti.
Palazzo Cesi-Camuccini
Tra i monumenti più significativi troviamo il Palazzo cinquecentesco Cesi Camuccini. Questo edificio deriva dalla trasformazione in abitazione del castello di Cantalupo , intrapresa nella seconda metà del XVI Secolo dal cardinale Cesi. La facciata principale di forme vignolesche, e? caratterizzata da un porticato con loggia sovrastante, mentre il prospetto posteriore conserva tracce delle originarie strutture fortificate di epoca medievale. Nel 1862 Giovanni Battista Camuccini, figlio del pittore neoclassico Vincenzo, acquista il patrimonio dell'ex feudo e trasforma il "Palazzo" in un museo privato. All?interno dell?edificio, decorato con affreschi della scuola degli Zuccari e' custodita la stanza dove pernotto' Giuseppe Garibaldi prima della battaglia di Aspromonte.

Chiesa di S.Adamo anche detta del Beato Adamo
Altro importante monumento e? la cappella rurale romanica di Sant? Adamo detta anche del Beato Adamo, menzionata nei documenti di archivio a partire dal XII sec. è ad aula con abside semicircolare, muratura a secco mista a pietrame calcareo e tufaceo e facciata a capanna. L?edificio si trova ora in condizioni degradate: la copertura e? crollata mentre i muri appaiono indeboliti da lesioni verticali.

Chiesa Parrocchiale di S. Biagio
Risalente al 1703, fu disegnata dalla scuola di Carlo Fontana e Francesco Rosa. Sorge nei pressi di Palazzo Camuccini e presenta una pianta ovale ed un bel fonte battesimale ricavato da un'urna funeraria di epoca romana.
Riserva Naturale Regionale Tevere Farfa:
La Riserva naturale Tevere Farfa fu fondata nel 1977, dopo la creazione di una diga idroelettrica. La riserva copre circa 700 ettari intorno alla confluenza del fiume Farfa nel fiume Tevere ed é caratterizzata da zone paludose e specchi d'acqua. Oggi il parco é una delle più importanti zone umide del Lazio ed é attrezzato di percorsi rialzati che permettono di attraversare le zone paludose e di numerosi punti di osservazione. Dal 1994 é stato creato un Parco didattico che gestisce un museo antropologico e le visite guidate.

per maggiori informazioni
Centro visite ed Uffici:
Casale della Cesa
Via Tiberina km.35
Torrita Tiberina (Roma)
+39 0765 30271

Il Monte Tancia: (1292 m. s.l.m.,Poggio Catino)
Tra le cime più alte dei Monti Sabini, il Tancia rappresenta una delle zone più suggestive del territorio sabino. Una passeggiata in questa zona consente di ammirare uno splendido panorama in un ambiente ancora incontaminato. Lungo i sentieri ben tracciati è possibile ammirare, nei versanti più caldi la vegetazione mediterranea con boschi di leccio, che lasciano il posto sopra agli 800 metri a pascoli,vprati e faggete. Questa zona, che in alcuni punti presenta luoghi difficilmente accessibili all?uomo, ha permesso a diverse specie animali di sopravvivere al pericolo di estinzione.

Santuario di Vescovio:(Torri In Sabina)
la chiesa di S.Maria della Lode in Vescovio sorge isolata tra pini e cipressi in una campagna pianeggiante disseminata di ruderi romani a pochi km da Cantalupo nel territorio di Torri in Sabina.
Una tradizione riferisce che S. Pietro sarebbe stato ospite della gens Ursacia sulla cui casa sarebbe stata poi edificata questa chiesa che fu Cattedrale della Sabina fino al secolo XV inoltrato. Il portale sormontato da un protiro e fregiato di un?iscrizione in maiuscole lapidarie (Ecclesia Cathedralis Sabinorum), permette di accedere ad un cortiletto innanzi alla facciata dell?edificio. La Facciata è fiancheggiata dalla Torre campanaria il cui basamento risale all?XI sec. d.C. mentre i quattro piani a coppie di monofore e trifore risalgono ad una età subito successiva,all?alba del XII sec.
L?edificio è a croce latina, monoabsidato ad un?unica navata che risale ad un rifacimento del XI sec. ma la parte più antica della chiesa, oltre all?abside e al transetto, è la Cripta. Questo raro esempio di cripta a pianta semianulare risale infatti al IX sec..
Notevoli sono gli affreschi delle pareti della navata e quelle interne della facciata che rappresentano storie del Nuovo e del Vecchio Testamento e del Giudizio Universale. Risalgono al principio del Trecento e vennero eseguiti da maestri romani della cerchia cavalliniana che attinsero a fonti iconografiche bizantine.

Forum Novum (Torri in Sabina)
Nel territorio di Torri,in località Vescovio sorgono le rovine dell?antico municipio romano di Forum Novum. Non sono chiare le tappe che portarono il centro abitato romano a divenire municipio (il cui rango municipale pare essere stato raggiunto in età augustea) né quali fossero le strutture politico istituzionali di Forum Novum ma gli scavi effettuati alcuni decenni fa hanno riportato in luce gran parte della zona pubblica dell?abitato: il foro, la basilica, alcune botteghe, un tempio, le arcate di un acquedotto e alcuni monumenti funerari. Sulla collina sovrastante gli scavi sono altresì visibili i resti del Castrum Domini Episcopi, edificio abbandonato e restaurato più volte durante il medioevo, in ultimo sullo scorcio del XVIII sec., prima di essere trasformato in un convento agostiniano.

Farfa:
caratteristico villaggio che sorge presso l?Abbazia ove piccole botteghe con stipite di legno si affacciano sul borgo.
Nella gastronomia locale l?olio d?oliva ha da sempre assunto, sin dai tempi antichissimi , un valore emblematico e sacrale. Oggi la ?bruschetta ?o la ?panzanella ? danno lo spunto a sagre paesane.
Tra le ricette della tradizione contadina di Cantalupo sono da ricordare senz?altro l? impasto di acqua e farina che pazientemente lavorato a mano fino alla sua trasformazione in un filo sottile e continuo, prende il nome di ?stringozzi? ,piatto che è comune a tutto il territorio sabino il cui nome però è diverso a seconda dei diversi paesi(Maccheroni a Matassa a Selci ;Strozzapreti a Torri per esempio). Sopravvivono ancora alcune tradizioni alimentari legate al ciclo annuale come la pizza di Pasqua ad esempio,dalla complicata lavorazione di cui ogni famiglia è depositaria di una propria ricetta.
Ristorante Albergo Zilli
Vl. Verdi n42
tel. 0765-514035

Ristorante Il Casale della Nonna
ss.313 v.ternana n52
tel 0765-514666

Ristorante Pizzeria ? Franca?
Via piantata di sotto s.n.c.
Tel.0765-514643
Casa per Vacanze "Il Tulliano"
Via Tulliano n54
tel.0765-514056
www.iltulliano.it

Albergo Zilli
V.le Verdi n 42
tel. 0765-514035

B&B Il Colle delle Oche
Loc.Colle Verallo
tel. 0765-514453

B&B Nature
Via Collicchi n94
tel. 0765-515272

La seconda domenica di Marzo, Giugno, Settembre e Dicembre si svolge la Mostra Mercato delle Stagioni.
Dall? alba al tramonto le vie e le piazze del centro storico sono gremite di bancarelle ove si possono acquistare ed ammirare piccoli oggetti di antiquariato, collezionismo, modernariato, ed oggetti di artigianato eseguiti da falegnami del luogo e della Sabina, lavorazioni in ferro battuto, etc. Si possono inoltre acquistare prodotti di gastronomia tipica locale, quali l?Olio di Oliva della Sabina, il miele e il formaggio di pecora.

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