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Poggio catino

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Poggio Catino

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In auto:
DA NORD
Autostrada A1 FIRENZE-ROMA. uscita al casello di Ponzano Soratte,seguire l' indicazione per Poggio Mirteto.Giunti a Poggio Mirteto proseguire sempre diritti in direzione di Rieti.
DA SUD
Autostrada A1 NAPOLI-ROMA. Prendere la deviazione altezza S.Cesareo,con la bretella di ricongiungimento alla A1 Firenze - Roma in direzione Roma,giunti alla barriera Roma Nord uscire a Fiano Romano e seguire le indicazioni della via Salaria per Rieti fino a Passo Corese e da lì proseguire sempre dritti sulla S.S.313 .
Superato l'abitato di Poggio Mirteto Scalo,all'incrocio girare a destra per Poggio Mirteto e da lì a sinistra direzione di Rieti.

In treno:
Poggio Catino è raggiungibile da Roma e da Orte con la linea ferroviaria metropolitana FIUMICINO AEROPORTO-ROMA-ORTE dalla stazione di Poggio Mirteto Scalo. Per ogni treno c'è un autobus della linea COTRAL che collega la stazione al paese.

Per maggiori informazioni:
Servizio FS informa tel. (892021)da rete fissa.
http://www.trenitalia.it

Poggio Catino e Catino sono due centri urbani poco distanti tra loro a 385 m. s.l.m. e costituenti lo stesso comune arroccati sui monti sabini da cui si gode un panorama ampio e luminoso che si estende da sud-est a nord-ovest,opposti al monte Soratte (caro ad Orazio), sui quali giocano come in un dipinto, i colori forti del crepuscolo e le ombre lunghe dei colli.

Furono i Longobardi del ducato di Spoleto a costruire Catino verso la fine del VII sec. e ad erigere la fortezza denominata "la Rocca con Torre" con l'intento di presidiare l'accesso alla strada che collegava Rieti alla Sabina e di creare terre fertili e una posizione strategicamente importante nei pressi del confine dei loro domini. Catino riuscì a mantenersi indipendente dal vicino Monastero di Farfa fino al sec.XI, quando venne da questo acquisito insieme al vasto patrimonio di terre.
Poggio Catino (Podium de Catino) citato per la prima volta nel 1072 in un documento farfense, sorse invece sul monte Moricone per far fronte ad un incremento demografico considerevole dell'abitato accanto, Catino infatti, data la peculiarità del sito ,non permetteva alcun ampliamento urbanistico.
Fu verso la fine del XII sec. che entrambi gli abitati si costituirono in libero comune acquisendo una qualche autonomia seppur condizionata dalla presenza di qualche Signore locale che ne esercitava il potere.
Si succedettero infatti i Conti di S.Eustachio, gli Orsini, i Savelli, i Capizucchi e gli Olgiati, questi ultimi, dal 1614 al 1816 fino a quando il Papa Paolo VII, non ne abolì i diritti feudali. Nell'ottobre del 1816 Giovan Battista Olgiati rinunciò in forma legale alla giurisdizione baronale di entrambi i feudi e nel 1853 Poggio Catino divenne comune autonomo con l'abitato di Catino come frazione.

Palazzo baronale Olgiati
Costruito sulla collina di Moricone, in posizione eminente, il Palazzo venne acquistato nel 1614 da Settimio Olgiati di Como, che gli donò grande sfarzo.
Seguendo un gusto tipicamente scenografico, gli ambienti interni vengono decorati con stucchi, specchi, marmi e dipinti.
Nel 1980 il complesso di edifici viene acquisito dal Comune di Poggio catino.

Il Castello di Catino
La Torre alta più di venti metri, pentagonale, con il vertice acuto a nord-est è perfettamente conservata.
Costruita con frammenti di pietra a fitta tessitura muraria talvolta avvicendato con blocchi di maggiori dimensioni, con spigoli perfettamente regolari, si restringe verso la vetta per successivi quattro livelli. Restano ben conservate la Torre, la cortina sul lato est e i due torrioni d'angolo.
Un fortilizio come si presume fosse quello di Catino si giustifica con il compito militare e strategico che il castello svolse nel tempo. Nell'arco dei secoli sorse poi il borgo tutto intorno al castello.

Chiesa Santa Maria dei Nobili
In una lapide del 1210, è chiamata "Madre di tutte le Chiese del territorio catinese".
Apparteneva a Uberto, avvocato longobardo dell'Abbazia di Farfa, che visse intorno all'anno 1000.
Fu eretta sulle rovine di una Villa romana di cui le "Terme di Silla" (imponente rudere posto nelle vicinanze) erano una lussuosa pertinenza.

Chiesa di Sant'Agostino
Si ritiene che la sua origine risalga al secolo IX. Il documento più antico che ne parla è il Testamento di un nobile uomo di Catino certo Berardo di fu Berardo del 13 Maggio 1316 dove si citano "i frati dell'ordine degli Eremiti di Sant'Agostino e la Chiesa di Sant'Agostino". Annesso alla Chiesa esiste un piccolo Convento dove dimoravano i Frati. Affiorano dalle pareti imbiancate resti di affreschi. Sopra l'altare, c'è una Madonna con Bambino e un'iscrizione: "Quest'opera fu fatta dal Frate Agustino del Bartolomeo da Catino addì 27 de Agusto 1578".

Chiesa di San Nicola di Bari
Nel posto dove sorgeva la vecchia Chiesa, ormai fatiscente e inagibile, il Marchese Settimio Olgiati eresse dalle fondamenta il nuovo Tempio costituito da una navata centrale, due laterali e l'abside. Era il 1621.
Fu consacrata dal Card. Carlo Rezzonico il 19 Luglio 1774.
Murata in una parete della navata destra, vi si conserva un Urna cineraria di travertino risalente al II° secolo d. C. con fregi decorativi e un'iscrizione.

D.M.
CERCENIA LAURENTINA
VIXIT ANNO X
MENSES X DIES XXV
F.M.F.

(Agli Dei Mani
Cercenia Laurentina
Visse anni 10 Giorni 25
La madre fece alla Figlia)

Sull'altare di Sant'Elena (in fondo alla navata destra) è conservata in buono stato una tela cinquecentesca di scuola Umbro-romana raffigurante la Santa con la Croce.

Il Monte Tancia: (1292 m. s.l.m.)
Tra le cime più alte dei Monti Sabini, il Tancia rappresenta una delle zone più suggestive del territorio sabino.Una passeggiata in questa zona consente di ammirare uno splendido panorama in un ambiente ancora incontaminato. Lungo i sentieri ben tracciati è possibile ammirare, nei versanti più caldi la vegetazione mediterranea con boschi di leccio, che lasciano il posto sopra agli 800 m. a pascoli, prati e faggete. Questa zona, che in alcuni punti presenta luoghi difficilmente accessibili all'uomo, ha permesso a diverse specie animali di sopravvivere al pericolo di estinzione.

La Grotta di S. Michele
La Grotta di San Michele é un piccolo santuario rupestre ricavato in una grotta, ed è circondato dai boschi del Monte Tancia. Si pensa che originariamente la grotta fu un luogo dedito alla dea Vacuna, divinità Sabina delle acque e dei boschi, lo testimonia una figura femminile scolpita in una stalattite, scomparsa da 25 anni.
La cristianizzazione della grotta è strettamente collegata ad una leggenda, che racconta come, nel IV secolo d.C., la zona venne devastata da un drago il quale trovò rifiugio nella grotta. Papa Silvestro, pregando una notte sul Monte Soratte, vide due angeli accompagnati da fulmini scendere dal cielo per sconfiggere il drago. L'otto maggio si recò alla grotta con una folla di fedeli e la consacrò a S. Michele.

La Villa "dei Casoni" e i Bagni di Lucilla (Poggio Mirteto) :
La Villa detta dei Casoni si trova in località San Valentino a Poggio Mirteto;
scavata solo parzialmente, sono visibili le fondamenta, il criptoportico, la parte frontale con dieci nicchie e una fontana che abbelliva il giardino.

Vescovio:
La località oltre ad essere un luogo di notevole interesse archeologico e storico artistico per la presenza del Santuario di Vescovio e dei ruderi dell'antico Forum Novum offre la possibilità di fare piacevoli passeggiate su prati attrezzati per pic-nic e circondati da pini e cipressi.

Riserva Naturale Regionale Tevere Farfa:
La Riserva naturale Tevere Farfa fu fondata nel 1977, dopo la creazione di una diga idroelettrica. La riserva copre circa 700 ettari intorno alla confluenza del fiume Farfa nel fiume Tevere ed é caratterizzata da zone paludose e specchi d'acqua. Oggi il parco é una delle più importanti zone umide del Lazio ed è dotato di percorsi rialzati che permettono di attraversare le zone paludose e di numerosi punti di osservazione.
Dal 1994 é stato creato un Parco didattico che gestisce un museo antropologico e le visite guidate.

per maggiori informazioni
Centro visite ed Uffici:
Casale della Cesa
Via Tiberina km.35
Torrita Tiberina (RM)
+39 0765 30271

Una specialità gastronomica del luogo sono i funghi catinari. Le montagne che circondano l'abitato costituiscono una fonte cospicua per i conoscitori di funghi ove attingere questo prodotto; la zona è anche ricca di Porcini. Le Sagre che si svolgono in paese sono quella della Panzanella, che celebra una tipica ed estiva proposta gastronomica, intimamente legata al mondo rurale, e quella dell'Uva in settembre.

Pizzeria Petrangeli
Via Cisterna
Cell. +39 347-8270304
Relais Borgo Paraelios
Via Colicchia-Valle Colicchia-
Tel. +39 0765-26267

B&B Il Paese delle Meraviglie
Via Mirtense km.5
Tel. +39 0765-872599

Agriturismo Il Trio
Via Tancia
tel. +39 0765-519747

Agriturismo La Preda
Via Palombara n°23
tel. +39 0765-411191
+39 06-44236147

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