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Alberobello

In auto:
- SS 16 Bari-Brindisi, a Monopoli prendere la SP per Alberobello;
- Autostrada Bologna-Taranto, uscita Gioa del Colle, prendere direzione Alberobello;

In autobus:
- Autolinee Marozzi
vedi http://www.marozzivt.it/HomePage.htm

In treno:
-Ferrovie del Sud Est da Bari ad Alberobello in circa 1,30 h
vedi - http://www.fseonline.it/fse/italiano.htm

Passando tra le vie che salgono dolcemente sulla collina dove si stende Alberobello si trova la consacrazione assoluta e monumentale del trullo, nota come la capitale dei Trulli proprio perché il suo centro storico è composto da circa 1500 costruzioni di questo tipo. Il borgo antico, suddiviso nei rioni Monti e Aia Piccola, venne proclamato monumento nazionale nel 1930 e nel 1996 è stato inserito nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale dell'umanità dell'Unesco.
Nel rione Monti si contano, su una superficie di circa quindici ettari, 1030 trulli. Altri 400 si trovano nel quartiere Aia Piccola. L'intero centro storico del paese, il cui nome deriva da Silva Arboris Belli (Selva dell'albero della guerra), prende il nome Alberobello. Alberobello fu fondato nel XV secolo dagli Acquaviva, conti di Conversano.
La visita alle antiche dimore, iniziando dal rione Monti, ricco di stradine e gradinate fra cui proliferano le botteghe di artigiani che lavorano prototipi di trulleti in pietra, manufatti in legno, tessuti policromi e ceramiche dipinte a mano. Tra i mille trulli di questo rione spiccano il Trullo Siamese e la chiesa a trullo di Sant'Antonio, che presenta una struttura a croce greca. Costeggiando questi edifici conici dai misteriosi pinnacoli decorativi, accompagnati da simbologie sacre e profane (stelle, croci, mezzelune e disegni astrali) dipinte sulle cupole, si raggiunge il rione Aia Piccola, con i suoi trulli che sono quasi tutti utilizzati come abitazioni.
Spostandosi sul colle orientale, dove sorge la città nuova, si possono visitare il Trullo Sovrano, a due piani, costruito nella seconda metà del Settecento; la Casa d'Amore, la prima struttura eretta con la calce e il bolo; il Santuario in stile neoclassico dedicato ai due santi anargiri Cosma e Damiano, protettori della città.

Sin dall'XI secolo si conosce una zona di territorio boscoso denominato "Sylva aut nemus arboris belli" (Selva o bosco dell'albero della guerra), appellativo derivato dalla memoria di un fatto d'arme o agguato di briganti.
Alberobello nasce e cresce sulle pendici di una "lama" senza una cinta difensiva e senza un proprio territorio, priva di edifici rappresentative, di dimore nobiliari e di conventi, sviluppandosi su strette e tortuose strade e slarghi improvvisi, con case di un solo piano, inframmezzate di orti e recintati da macere.
Il principale fondatore di Alberobello è il Conte Gian Girolamo II Acquaviva detto il "Guercio di Puglia" , Conti di Conversano, cominciò a popolarsi di contadini che resero la 'Selva' (così denominata) fertile, sviluppando il villaggio della Selva. I Conti autorizzarono i coloni a costruire le abitazioni a secco, in modo da poter essere dirute in caso d'ispezione regia, poiché la nascita di un agglomerato urbano esigeva il pagamento del tributo secondo la 'Prammatica de Baronibus'. Le condizioni degli abitanti sotto il duro giogo dei loro protettori feudali non cambiò. A loro mancava la protezione di una legge stabile e dipendevano in tutto dall'illimitato arbitro di un signore.
Correva l'anno 1797 e un gruppo di coraggiosi alberobellesi, stanchi della precaria condizione, si recarono a Taranto per chiedere ausilio al re Ferdinando IV di Borbone. Il re accolse la supplica e promise il Decreto Regio. Il 27 Maggio 1797 il Re firmò il decreto con cui si liberava la Selva dalla schiavitù feudale ed il piccolo villaggio divenne libero.
Il 22 giugno del 1797, viene tenuto il primo parlamento, e viene dato il nome di Alberobello, forse anche a ricordo dell'albero maestoso sotto il quale erano riuniti a concretizzare il sogno di libertà per secoli sopito. Fu composto quindi lo stemma comunale, raffigurante una secolare quercia,  tipica pianta della Selva.

(da "Storia e Destino dei Trulli di Alberobello" di Ambrosi, Panella e Radicchio, Schena Editore, Fasano di Brindisi, Italia)
e
(da "Alberobello, la città dei Trulli" di Oronzo Sisto e Gino Angiulli, edizione Resta, Bari, 1980)

Chiesa di S. Antonio, edificata nel 1926, domina dall'alto della collina, tutto il paesaggio fiabesco del Rione Monumentale "Monti" rappresenta un'opera di fattura tipicamente alberobellese. Rispettate in pieno sono le caratteristiche della costruzione a trullo. Consta di cupola conica alta m. 21,50, di due trullini laterali e di un campanile anche esso a trullo.

Trullo Siamese, saldamente costruito su di una roccia sporgente dal suolo è una delle primissime costruzioni. Originale nella sua forma doppia, è circoscritto da contrafforte, con fondamenta a crudo fatte da macigni. Nell'interno è munito di focolare basso e non ha alcuna finestra. Ad esso ed a giustificazione della sua conformazione è legata la vicenda di due fratelli che vi abitavano in comune. Innamoratisi, ad insaputa l'un dall'altro, di una stessa fanciulla che pur avendo promesso fedeltà al maggiore se ne involò col minore, la convivenza divenne insostenibile. Il fratello maggiore, avvalendosi del diritto di primogenitura, scacciò i due amanti. L'altro reclamò la sua parte di trullo che fu così diviso fra i due. Il coniugato, geloso, fece aprire un'altra porta per la sua abitazione sul di dietro del trullo stesso e affacciatesi su un'altra strada.

Il Trullo Sovrano, costruito nella prima metà del settecento, rappresenta l'unico trullo con piano sopraelevato, conquistando la massima tecnica e stile in questo genere di costruzioni. La genialità del maestro d'arte si ravvisa, inoltre, nella realizzazione della scala di accesso al piano superiore, incassata nello spessore del muro, sicura, comoda, non ingombrante ed invisibile.

La Casa d'Amore, sita in Piazza Ferdinando IV, eretta immediatamente dopo l'emissione del Decreto della liberazione nel 1797. la casa d'Amore è il segno della vittoria degli Alberobellesi sul divieto imposto dai Conti di Conversano di non usare la malta né i apportare modifiche ai trulli. Essa è la prima casa che, in segno di rivendicazione, fu costruita con la malta e senza il rispetto della caratteristica forma a trullo durante i secoli precedenti. A memoria, sulla facciata, una piccola epigrafe ancora oggi, ne ricorda l'avvenimento.

(da "Alberobello, la città dei Trulli" di Oronzo Sisto e Gino Angiulli, edizione Resta, Bari, 1980)

Il Santuario dei SS. Cosma e Damiano, Il prospetto della chiesa è del 1885 ed è in stile neoclassico. Il completamento dell'esterno è avvenuto in anni successivi, rispettando il progetto dell'eclettico architetto Antonio Curri, alberobellese. Il decoro interno è recente; è stato voluto dai sacerdoti che si sono succeduti nel tempo. Oltre alle belle statue dei due santi anargiri, Cosma e Damiano, protettori della città, nel santuario si possono ammirare altri simulacri, gli affreschi, gli altari, il coro, un organo a croce e molti quadri a sfondo religioso.

Il Museo del Territorio, collocato all'interno di un gruppo di trulli (i più antichi risalenti al secolo XVII), che sono stati adeguatamente restaurati. Il Museo, per la cui realizzazione l'Amministrazione Comunale usufruisce di un finanziamento europeo, oggi ospita mostre temporanee dedicate a diversi aspetti del comprensorio dei trulli e delle grotte, dalla cultura materiale alla religiosità popolare, dall'artigianato all'architettura in pietra a secco, ecc.

Rione Monti, comprende 1030 trulli, raggiungibili da sette strade artistiche, che confluiscono alla sommità del colle, laddove domina la chiesa di sant'Antonio, anch'essa a trullo. Nel rione si possono ammirare trulli unici per la loro esteriorità.

Rione Aia Piccola, la denominazione "Ala" richiama un ampio spiazzo che nei tempi addietro era utilizzato per la battitura del grano. Tutta la zona, disposta a sud-est, comprende ca 400 trulli, quasi tutti abitati. La zona offre al meglio l'idea del vecchio borgo medievale.

(da Associazione Turistica PRO LOCO, Ufficio di informazione ed assistenza al turista)

Bosco Selva, è un parco situato a poche centinaia di metri dal centro abitato, a Sud di Alberobello. Si può effettuare un percorso guidato nel bosco a piedi e in bicicletta per ammirare la folta vegetazione di roverelle e fragni, nonché i numerosi animali selvatici (volpi, tritone, tassi, ghiandaie) possibilità di raggiungere le località di Locorotondo, la Valle d'Itria.

 

Barsento, a nord di Alberobello, raggiungibile a piedi o in bicicletta (circa 5 Km) si può visitare, oltre al parco, un'antica abazia del VI Sec. ed alcune masserie della zona. 

 

Pianelle, attraverso il percorso Bosco Selva, si raggiunge il bosco delle Pianelle in prossimità della città di Martina Franca per ammirare anche qui la fitta vegetazione dei querceti. 

 

Canale di Pilo, passeggiata con percorso misto, in mezzo ad alberi di ulivo, ciliegio e mandorlo, testimonianza di una mai tramontata civiltà contadina. Lungo la strada è possibile fermarsi ad un piccolo bosco per ristorarsi e cogliere gli ottimi funghi locali. 

La gastronomia di Alberobello custodisce gelosamente i segreti della più antica tradizione contadina pugliese, povera, ma assai gustosa e sana: verdure, olive, olio, vino, pasta e pane ne sono dunque gli autentici protagonisti. Si segnala innanzitutto la pasta - preparata a mano dalle massaie, in forma di lasagne, laganelle, "recchiettelle", strascinate - condita con ragù di maiale, con la ricotta o con le verdure. Ottime, qui, le tipiche orecchiette con le cime di rape, quelle con la ricotta forte o la pasta "alla crudaiola" (con pomodoro, cacioricotta e basilico). Tra le minestre da assaggiare quella verde - con cavoli, sedani, finocchi e cardi nel brodo di maiale - il purè di fave con cicorielle, infine la "polenta" di fave - da servire su fette di pane rosolate in un soffritto d'aglio e olio -. Particolarmente fragranti e gustosi il pane, i taralli, le focacce, preparate con gli ingredienti più diversi, le pizze ripiene di salumi e di formaggi non stagionati. Di eccellente qualità anche la produzione casearia: pecorini, ricotta fresca a da grattugiare, e poi scamorze, provole, caciocavalli, le "manteche", con il loro delizioso cuore di burro, le mozzarelle e le burrate. Specialità culinarie di Alberobello sono infine le "gnemeriidde", gustose frattaglie di agnello o capretto, tagliate a strisce e avvolte a gomitolo con le budella, e i "turde 'n zulze", cioè i tordi in gelatina, lessati e conservati nel vetro (si consumano dopo una settimana) in vino bianco secco.

Trullo d'oro
Via Cavallotti, 27
ALBEROBELLO (Bari)
Tel. e fax: +39 080 4321820
Locale rustico-elegante, in veri e propri trulli.

Gli ulivi
Ristorante-pizzeria
Contrada Popolato, 15
70011 Alberobello (BA)
Tel. +39 080 4323796
Nel verde degli ulivi, la tradizionale cucina pugliese.

La cantina
Vico Lippolis, 9
Ang Corso Vittorio Emanuele
Tel. +39 080 4323473
Affacciata sulla via principale della città "La Cantina" rappresenta l'occasione giusta per scoprire il fascino del centro storico di Alberobello, prima di accomodarsi ai tavoli del locale gestito dal '90 dalla famiglia Pepoli e posto in un edificio degli inizi del secolo, dove la cucina a vista consente agli ospiti di seguire le varie fasi di preparazione delle pietanze. Per iniziare gli antipasti propongono mozzarelle della Valle d'Itria, salsiccia, capocollo di Martina, lonza, salame di cinghiale, pizza rustica con cipolle e pomodoro. I primi piatti sono a base di pasta fresca (orecchiette, fricelli, tagliolini) unite a verdure (zucchine, melanzane, fiori di zucchine, broccoli, cicoria, rape e mentuccia). Piatto forte è lo sformato di cicorie, gratinate con le uova e con all'interno anche polpettine di carne e mozzarella. Da provare è anche lo stuzzicante soffritto di pancetta e di fiori di zucca. Ma anche i carciofi qui vengono proposti in un'infinità di modi, tra cui eccelle il piatto di carciofi, piselli, e fave novelle. Tutti incentrati sulla carne sono invece i secondi, dalla braciola di cavallo al filetto di puledro ai ferri con funghi porcini, passando per il polpettone di carne e l'involtino di carne di pecora al sugo. Dolcetti di mandorla e vino della casa servito in caraffa sono compresi nel prezzo.
Periodo di apertura: tutto l'anno, tranne l'ultima settimana di giugno e le prime due di luglio
Orario di apertura: pranzo e cena
Giorno di chiusura: martedì (mai d'estate)
N°coperti: 32
Cucina:locale
Prezzo medio: 25 euro (bevande escluse)
Carte di credito: tutte

Hotel dei Trulli *****
Via Cadore, 32
ALBEROBELLO (Bari)
tel. +39 080 4323555
fax +39 080 4323560
www.hoteldeitrulli.it

La Chiusa di Chietri ****
Il centro dei convegni di Alberobello
S.S. 172 dei Trulli Km. 29,800
70011 ALBEROBELLO (BARI)
tel. +39 080 4325481
fax +39 080 4323558
www.lachiusadichietri.it
Il Grand Hotel LA CHIUSA DI CHIETRI situato in un Parco Mediterraneo di 10 ettari offre una suggestiva ed esclusiva atmosfera.
Il complesso si erge, fra fiori, mandorli, ulivi e trulli, nella verde Puglia, a cinque minuti dal centro di Alberobello.

Hotel Astoria ****
Viale Bari,11
ALBEROBELLO (Bari)
tel. +39 080 4323320
fax +39 080 4321290

Hotel Lanzillotta ***
P.zza Ferdinando IV,31
70011 Alberobello (BA)

Hotel Airone ***
Via Col di Lana, 30
70011 Alberobello (Ba) - Italy
Tel. +39-0804322804
Fax +39-0804322803
www.aironeh.it
L'Hotel Airone è di nuova costruzione e offre oltre ad un impeccabile servizio,camere ampie e confortevoli dotate di tutti i comfort: servizi privati bagno-doccia,frigo-bar, TV e telefono diretto;il bar e un servizio di prima colazione favoriranno il vostro soggiorno in un clima di piacevole ospitalità.

Enoteca L'Anima del Vino
Largo Martellotta 93
70011 Alberobello (BA)
tel. +39 080 4321388

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